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Il condominio consumatore
 
Con il D. Lgs. 6 Settembre del 2005 n. 206 è stato approvato il Codice del consumo, entrato in vigore nell’Ottobre 2005. Il Codice riorganizza in un corpo unitario tutte le norme emanate a partire dagli anni ottanta in materia di consumi nella comunità europea e recepite nell’ordinamento italiano.

Il codice si compone di 146 articoli divisi in 6 parti: -disposizioni generali; -educazione al consumo; -rapporto di consumo; -sicurezza e qualità dei prodotti; -associazioni dei consumatori e accesso alla giustizia; -disposizioni finali. A titolo esemplificativo si possono ricordare le seguenti materie: i contratti stipulati fuori dai locali commerciali (c.d. porta a porta), i contratti a distanza (internet, cataloghi, corrispondenza, etc.), i pacchetti turistici c.d. tutto incluso, i beni di consumo e la garanzia di conformità, la pubblicità ingannevole e comparativa etc.

Il codice trova applicazione solo nei rapporti tra consumatore e professionista. Il consumatore è la persona fisica (non dunque quella giuridica) che agisce per uno scopo privato e non professionale, ovvero quel soggetto che compie l’atto di acquisto in posizione di debolezza rispetto all’altro contraente imprenditore forte. Il professionista, di converso, è colui che agisce nell’ambito della propria attività imprenditoriale.

Rispetto al condominio ci si è chiesti se questo possa essere considerato soggetto consumatore. La questioni hanno riguardato: da un lato la possibilità di considerare l’amministratore come un soggetto privato e non invece un soggetto professionale (cioè dotato di quella particolare competenza tecnica e conoscenza che gli consente di contrattare in posizione paritaria, e non di debolezza, con il professionista imprenditore), dall’altro l’eventualità che all’interno del condominio trovi sede una società la quale essendo una persona giuridica non può mai considerarsi consumatore.

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 10086 del 2001 (all.) ha affermato che il Condominio può essere considerato consumatore in quanto l’amministratore è un semplice mandatario dei singoli condomini e che il contratto stipulato dall’amministratore con l’imprenditore non vincola il condominio in sé ma i singoli privati che lo compongono.

Sulla scorta di questo orientamento che si è dimostrato costante (cfr. Cass. S.U. n. 14669 del 2003) numerose pronunce di merito hanno fatto applicazione delle norme contenute nel codice del consumo a rapporti instaurati tra un condominio e soggetti professionali del mercato.

Tribunale di Modena ordinanza 20 Ottobre del 2004 Tribunale di Genova sentenza 19 Aprile del 2007
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